Microprogetti in corso in Tanzania


I banchi usurati della carpenteria

Strumenti per la carpenteria della Consolata technical school di Mgongo

La scuola tecnica della Consolata si trova a Mgongo, vicino alla città di Iringa, sugli altopiani meridionali della Tanzania. Sorge accanto alla Faraja House, il centro aperto dai missionari della Consolata negli anni Novanta per accogliere i ragazzi di strada, che a Iringa sono tuttora migliaia. Attualmente la Faraja House ospita una settantina di bambini. Del complesso fa parte anche un dispensario.

La scuola tecnica si pone come complemento all’accoglienza e offre ai ragazzi formazione professionale in carpenteria, meccanica e calzoleria, alle quali si sono aggiunte nel tempo anche informatica, elettrotecnica e agraria. Il progetto mira a sostituire e integrare i banchi e gli strumenti del laboratorio di carpenteria, che sono usurati e non permettono


Il laboratorio del dispensario

Costruzione di un pronto soccorso al dispensario Faraja

Il dispensario Faraja è parte del complesso comprendente la Faraja House e la scuola tecnica (vedi progetto precedente). Fornisce un servizio fondamentale sia ai ragazzi del complesso Faraja House – Scuola Tecnica sia alla più vasta popolazione di Mgongo. Le patologie più diffuse sono: tifo, infezioni della pelle, infezioni respiratorie acute, gastroenterite, bronchite, vermi intestinali, malattie infiammatorie genitali e malaria.

Con il microprogetto del 2016, Il laboratorio del dispensario è stato dotato di un nuovo microscopio, di un analizzatore automatico e di altra attrezzatura. Il progetto in corso prevede invece la costruzione di una sala che funga da pronto soccorso, in modo da poter accogliere in un ambiente dedicato i pazienti in emergenza.


L’entrata del dispensario di Sanza

Ristrutturazione del dispensario della parrocchia di Sanza

Sanza è un villaggio nella diocesi di Singida, Tanzania centro-meridionale. Si trova in una zona semi-arida e isolata, difficilmente raggiungibile durante la stagione delle piogge.

I missionari della Consolata sono presenti dalla fine degli anni Ottanta e hanno avviato un dispensario per far fronte alla richiesta di assistenza sanitaria da parte della popolazione locale che abita nei 18 villaggi facenti capo alla parrocchia di Sanza. È tuttora la sola struttura sanitaria presente nell’area.

Un problema che il dispensario segnala è quello degli anziani soli che, ormai inattivi economicamente, non possono permettersi le cure mediche e rimangono abbandonati a se stessi. Il dispensario, tuttavia, ha dovuto chiudere temporaneamente perché i locali non erano più a norma. La sua ristrutturazione, a cui questo microprogetto contribuisce, ne permetterà la riapertura e ripristinerà la copertura sanitaria per gli anziani e gli altri pazienti della zona.


Madri in attesa al dispensario

Farmaci, kit per la maternità e equipaggiamento per il laboratorio del dispensario di Pawaga

Pawaga è un villaggio a 80 chilometri da Iringa; la maggioranza della popolazione è composta da pastori di etnia Masaai. Il dispensario presente nel villaggio è gestito dai missionari della Consolata e fornisce assistenza sanitaria a circa novemila pazienti all’anno.

Nel 2016 ha avuto un ruolo importante nel soccorrere la popolazione vittima delle alluvioni che hanno colpito la zona: un microprogetto ha in quell’occasione sostenuto il dispensario permettendo l’acquisto di farmaci antimalarici e di altri medicinali per far fronte all’aumento dei casi di malaria e all’epidemia di colera legata alle alluvioni.

Il microprogetto di quest’anno prevede invece un miglioramento dei servizi offerti e, in particolare, mira a dotare la maternità di kit per il parto e il laboratorio di equipaggiamento (microscopio, centrifuga, sterilizzatore, ecc.) oltre a coprire parte dei costi per i farmaci.

 


Gli effetti sul suolo della produzione di carbone

Piantare alberi per contrastare l’erosione del suolo e la desertificazione nel villaggio di Makota a Ihemi e nei villaggi limitrofi

Makota è un villaggio a circa 50 chilometri da Iringa. La maggior parte dei suoi abitanti vive di agricoltura di sussistenza, alla quale affianca altre attività occasionali per aumentare il proprio reddito. Fra queste vi è il taglio degli alberi per ottenere legname per la vendita e la produzione di carbone, che viene largamente utilizzato per accendere il fuoco e cucinare. Queste attività legate al legname vengono svolte in modo incontrollato, senza pianificazione né reintegro delle piante tagliate con nuovi alberi. Per questo l’erosione del suolo e la deforestazione stanno diventando fenomeni evidenti.

Si tratta peraltro di un problema che investe tutto il Paese: secondo uno studio della FAO, la quota di deforestazione imputabile alla produzione di carbone in Tanzania è circa il 33 per cento e nelle aree urbane il 95% delle famiglie usa il carbone per cucinare o per ottenere l’energia necessaria alle proprie attività economiche. Il grosso del commercio di carbone e legna da ardere è informale: la Banca Mondiale ha calcolato che questa circostanza genera annualmente una perdita pari a 100 milioni di dollari in tasse non riscosse.

Il microprogetto a Makota prevede perciò tre seminari di formazione per la popolazione locale tenuti dai leader locali e dai funzionari dell’agenzia per i servizi forestali. Le persone formate parteciperanno poi al rimboschimento piantando cinque piante a famiglia e impegnandosi a prendersene cura.