Acqua, oro blu? Stampa E-mail

Scelti per voi: una raccolta di libri e articoli sull'acqua

 
Alex Zanotelli, Giù le mani dall'acqua, Bologna EMI, 2010
 
Sono impegnato sull'acqua come prete, come missionario e come cittadino.
Come prete, perché per me il problema dell'acqua è un problema etico che possiamo riassumere così: «L'acqua è fonte di vita o fonte di lucro? L'acqua è un bene naturale, vitale e insostituibile, o un bene economico da trattare come risorsa idrica e come merce?». L'acqua per me e anche per la tradizione cristiana è vita, fonte di vita. Come missionario  (che ha toccato con mano, soprattutto a Korogocho-Nairobi, e sentito sulla sua pelle i drammi della miseria e del degrado), perché se l'acqua diventerà fonte di lucro, questo significhera la morte di milioni di persone. Se oggi muoiono 50 milioni di persone l'anno per fame, domani, se l'acqua diventerà merce, 100 milioni moriranno di sete. Per me questi non sono numeri, sono volti, unici e irripetibili, figli dello stesso Padre.
 
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L'acqua: una sorgente d'affari
 
Di Alessandro Taballione - Scuola di Giornalismo RadioTelevisivo Perugia
www.sgrtv.it
www.disinformazione.it
 
La guerra è cominciata. nel nome della globalizzazione, in ogni angolo del mondo. Le multinazionali hanno fiutato il business del nuovo secolo: le risorse idriche del mondo scarseggiano e sono mal distribuite. Quindi l'acqua sta diventando un bene prezioso. Come il petrolio. E chi lo controllerà avrà potere e profitto. Parole d'oro per le multinazionali. Che non hanno perso tempo. E hanno sferrato il loro attacco. Scatenando una battaglia tra giganti, che calpestano, quasi fossero fastidiosi moscerini, diritti ed esseri umani.
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The Seed: risorse idriche a rischio in Kenya Stampa E-mail

THE DISAPPEARING WATERS OF KENYA

By Purity Mwendwa, The Seed, Consolata Fathers' (Kenya Region) publication

When God put Adam in the Garden of Eden, he commanded him to rule over creation and to take good care of it. Today, however, the descendants of Adam are working hard to ensure that future generations do not enjoy this magnificent creation by deforestation, pollution, killing of animals, just to name a few. In as much as we may blame climate change which has, of course, in a way, affected this creation, we cannot wholly lay the blame there. We are mainly to blame. If the situation remains as it is today, we are sitting on a ticking time bomb and we will likely pay a very high price indeed, for nature is unforgiving.

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La Mongolia nella morsa del gelo/ 4 Stampa E-mail
Aggiornamenti dai missionari della Consolata in Mongolia: tornato il gelo

Arvaiheer, 11 marzo 2010
 
Dopo alcuni giorni di tregua, che avevano fatto sperare nella fine del gelo, la morsa del freddo è ripiombata sulla Mongolia con tutta la sua violenza: le temperature sono d'improvviso tornate sotto i -20 ed è nevicato abbondantemente. Questo nuovo strato di neve è un colpo veramente duro: c'è scarsità di carbone (il cui prezzo è aumentato) e si sta nuovamente diffondendo il virus dell'influenza, che colpisce soprattutto i bambini; molti sono ammalati per gravi infiammazioni delle vie respiratorie. La neve impedisce agli animali di brucare quel poco di sterpi secchi che affioravano dalle lande desolate, in attesa del miracolo di nuovi pascoli. Questo avverrà (se tutto và bene) solo da giugno in avanti, quando le uniche piogge dell'anno feconderanno la terra riarsa e spaccata dal gelo. Saranno ancora mesi di stenti e sofferenza.
 
La gente che viene alla missione ci racconta storie di famiglie che hanno perso tutto; nelle tormente di neve che si susseguono molti sono in pericolo di vita, se si trovano al pascolo con gli animali; purtroppo ci è giunta notizia anche di un suicidio causato dalla disperazione. Ieri abbiamo avuto pastori che sono venuti ad implorare di poter far abbeverare i loro cavalli al pozzo della missione: i punti di distribuzione dell'acqua qui ad Arvaiheer sono asciutti, a causa della rottura di due dei tre pozzi che forniscono di acqua l'intero capoluogo. Causa del guasto: congelamento dei pozzi e rottura delle pompe. Prevediamo di poter proseguire la distribuzione di viveri, carbone ed altri generi di prima necessità grazie agli aiuti che ci stanno giungendo da persone di buona volontà.
 
Nelle prossime settimane proveremo a spingerci in villaggi più lontani per portare aiuti, in collaborazione con le autorità locali. A tutti il nostro ringraziamento più sincero; senza di voi non potremmo farcela!
 
p. Giorgio Marengo
 
(nelle foto: le ger della missione di Arvaiheer durante la bufera di neve del l'11 marzo 2010)
 
La Mongolia nella morsa del gelo/ 3 Stampa E-mail
Mongolia: l' inverno della catastrofe, il gelo stermina le mandrie

La Repubblica, 3 marzo 2010
 
di Giampaolo Visetti
 
Un inverno tragico sconvolge la Mongolia. Da tre mesi il Paese, stretto tra la Russia siberiana e il nord della Cina, è paralizzato dal gelo e sconvolto da nevicate continue. Oltre tre milioni di animali, tra yak, pecore, capre, cavalli e cammelli, sono morti per il freddo e per la fame. Intere regioni sono isolate. Migliaia di persone sono allo stremo, consumate dalla denutrizione, dall'esaurimento delle fonti di riscaldamento e dall'impossibilità di essere curate. Nell'ultima settimana una ventina di pastori nomadi sono morti per gli stenti. Tra loro undici bambini.
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Lettera delle organizzazioni sociali di Haiti Stampa E-mail

Haiti: quali prospettive dopo la catastrofe?

Sony Estéus, Camille Chalmers, Marie Carmelle Fils-Aimé

Port-au-Prince - 27 gennaio 2010

A tutti i nostri partners

Il 12 gennaio 2010 un sisma di rara violenza ha colpito il nostro paese con conseguenze drammatiche sulle popolazioni di molte comunità dei Dipartimenti dell’Ovest, del Sud-est e sull’insieme del paese. Queste scosse della terra di una magnitudine 7,3 della scala Richter e il suo contorno di perdite irreparabili hanno gettato nel lutto il nostro paese generando dolori insostenibili. Questo dramma che oggi ci coinvolge è senza dubbio uno dei più gravi di tutta la nostra storia e causa un trauma profondo che segnerà il XXI secolo di Haiti.
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